venerdì 20 marzo 2020

IL BESTA NON SI FERMA - ROSSANA GIORNO, DOCENTE - Puntata n. 5


Delicato e garbato come un Haiku giapponese, arriva ora alla redazione web il pensiero della professoressa Rossana Giorno, del dipartimento di francese per il corso E LES, volto noto e caro a tutti gli studenti Neo Arrivati in Italia, che con Lei iniziano il loro percorso di italianizzazione.

Si parla ancora del nostro amato ciliegio, leggiamo un po'...



DISPETTUCCI

Ho confrontato la foto del ciliegio di quest’anno con quella che avevo scattato l’anno scorso e ..... si, non era affatto un’impressione: quest’anno LUI è più rigoglioso del solito. Di un rosa ancora più acceso, così carico di fiori che si piega sotto il suo stesso peso quasi a volerci dire: «ma dove siete? mi avete abbandonato? perché questo silenzio? non c’è anima viva che passi a guardarmi, niente più commenti lusinghieri. Bene, allora io questa primavera sarò più bello che mai e non per voi; e quando tornerete mi troverete come mi avete lasciato il 21 febbraio: spoglio ».

LUI, poverino, non sa ciò che sta accadendo, non dice certe cose per cattiveria, sta seguendo solo la sua natura: è primavera e se la spassa al tepore del sole perché purtroppo la sua bellezza è destinata a durare poco. Ma l’anno prossimo il miracolo si ripeterà e noi saremo tutti lì, come sempre, a fargli compagnia e ad ammirarlo.

IL BESTA NON SI FERMA - BEATRICE SALA, EX-ALLIEVA - Puntata n. 4

A volte ritornano... O meglio, a volte continuano a leggere il nostro blog! Ed è proprio così che Beatrice Sala, della 5D TUR 2018/2019, innamorata della sua Toscana e di Castagneto Carducci,  un esame di maturità brillantissimo dopo il primo momento di panico (per esser stata estratta come prima candidata all'orale!), ha letto il post del Professor Sebastiano Casto, e ha lasciato il suo commento. Grazie Bea, ti aspettiamo non appena sarà possibile!

Bellissime parole, io sono completamente d’accordo. Quando tornerà tutto alla normalità non dobbiamo dimenticarci della consapevolezza che ora stiamo apprendendo di quanto possiamo essere egoisti alle volte, danneggiando chi ci circonda ma soprattutto danneggiando un ecosistema formidabile.
Ma credo anche che questo periodo di isolamento possa aiutarci ad imparare a stare da soli con noi stessi, con le nostre perplessità, le nostre debolezze, forze e paure che spesso siamo incapaci di ascoltare ma che ci rendono ciò che siamo perché è solo così che possiamo rimediare ai nostri errori.

giovedì 19 marzo 2020

IL BESTA NON SI FERMA - SEBASTIANO CASTO, DOCENTE - Puntata n. 3

Ecco il primo docente che condivide con te ed i tuoi compagni le sue emozioni di questi giorni. Il prof. Sebastiano Casto, docente di scienze umane presso il nostro LES, e che da sempre affianca la 1B ITE, ha fatto arrivare alla redazione web grazie all'indirizzo mail ilbestanonsiferma@gmail.com , un suo testo, breve e prezioso, che ha scritto nei giorni scorsi, prima dell'avvio di questi post, e lo ringraziamo molto per aver voluto condividerlo con noi tutti.




BOH 
Guardando fuori dalla finestra, in questi giorni interminabili, tutto appare “surreale”. È questo l’aggettivo che utilizzo più spesso e che mi sembra più consono per descrivere il momento che stiamo vivendo. È come se fossimo stati catapultati, involontariamente, in un infinito presente. Il tempo si è fermato e l’unica cosa che possiamo fare è continuare a vivere guardando al futuro. Vorrei approfittare di questo stop forzato della realtà per riflettere meglio su noi stessi e su quello che questa situazione può lasciarci. È innegabile che tutto questo lascerà delle tracce dentro noi stessi, che cambierà in qualche modo quello che siamo e quello che pensiamo.
Allora mi viene da chiedermi spontaneamente: cosa può insegnarci questo momento? Quale importante lezione possiamo ricavare dal covid19? Siamo obbligati a fare tutto il contrario di quello che ci hanno sempreinsegnato, ovvero stare lontani dagli altri esseri umani, mantenere una distanza di sicurezza per non contagiare ed essere contagiati. Quello che auguro a me stesso e a tutti è che questo momento difficile ci insegni che ledistanze non sempre sono positive. Non parlo solamente di distanze fisiche, ma di distanze spirituali. Perchénon siamo fatti solo di un corpo, di un organismo vulnerabile che può essere aggredito da un virus, ma siamo molto di più in quanto esseri umani. Siamo fatti di un’anima ed è proprio questa che ci mette in contatto con gli altri esseri umani, che ci fa capire che non siamo soli, che non dobbiamo isolarci o isolare gli altri esseri umani, a prescindere dalle differenze che ognuno di noi, inevitabilmente, porta dentro di sé. Abbiamo bisogno degli altri per vivere, per crescere, per essere noi stessi, per realizzare la parte migliore di noi e, purtroppo, a volte anche quella peggiore. Se c’è una lezione che sto imparando in questo “infinito presente” è che, una volta tornato tutta alla normalità, non voglio dimenticare il mio stato d’animo in questi giorni, non voglio dimenticare la mia natura di essere umano, non voglio dimenticare tutto ciò che mi rende unico e irripetibile.
Proprio per questo motivo non voglio mantenere le distanze dagli altri, non solo fisicamente. Quando questo maledetto virus verrà sconfitto e la realtà tornerà ad essere reale, non surreale, voglio che i nostri corpi e le nostre anime si avvicinino perché siamo tutti uguali, siamo tutti esseri umani, siamo tutti fragili e vulnerabili e non possiamo permetterci di commettere ancora gli stessi errori del passato.

IL BESTA NON SI FERMA - GIADA BATTISTA 4E LES - Puntata n. 2

La sua classe avrebbe realizzato il tanto atteso viaggio di istruzione a Madrid, se non ci fosse stata la
sospensione delle attività. La  professoressa Lidia Bruno, stava proprio affrontando l'approfondimento  della Critica della ragion Pratica di Kant, la riflessione sulla morale e sul dovere. 

Di fronte alla riflessione sulla possibilità di realizzare domani un mondo migliore, per delle nuove generazioni "migliori di noi", nasce in tutta la sua sensibile spontaneità la riflessione della tua compagna Giada Battista, 4E LES, che ci offre una istantanea forte, a tratti implacabile, ma ricca di speranza  per il ritorno alla vita.


RIFLESSIONE SULLA SITUAZIONE COVID-19

Sono tempi molto difficili per la nostra cara Italia, soprattutto per noi giovani che esperienze di questo tipo non le abbiamo mai provate, ci sembra quasi di essere protagonisti di un film di fantascienza, è così surreale dover restare nelle nostre case per un periodo che molto probabilmente andrà a prolungarsi date le conseguenze che questo virus bastardo sta portando con sè, pensare che fino a qualche settimana fa ci trovavamo al bar con amici e parenti chiacchierando ignari di tutto ciò. Solo adesso che il virus è riuscito a manifestarsi in una maniera così rilevante ci rendiamo conto della gravità della situazione, vengono poste delle regole che il cittadino, appartenente ad un'immensa società, deve seguire, ma lo fa non perchè altrimenti sarebbe soggetto a delle sanzioni, non lo fa per lui come singolo, lo fa anche e soprattutto per gli altri, non è più un "io ho paura del contagio", "ho paura di morire", "io me ne frego", ma sono io che preservo l'altro, che mi tengo a distanza per te, mi lavo le mani per te, per te che sei un anziano fragile, per te che stai lottando contro altre patolgie e non so se potresti lottare anche per questo. E' in situazioni come queste che l'uomo deve mattere da parte il suo egoismo , e far sì che il lui prevalga un dovere morale, ancora più importante di un dovere dettato da una legge, proprio come disse il filosofo Kant, la legge morale ha la forma del comando perchè deve contrastare e superare la sensibilità e gli impulsi. Il problema però è che non tutti hanno appreso quanto detto, e nei giorni precedenti abbiamo visto come migliaia di italiani,soprattutto quelli del nord, abbiano avuto la stupida idea di scappare, di rifiugiarsi da qualche parente al sud ad esempio, dove ancora il virus non si era manifestato, intere famiglie che si affollavano nelle stazioni per poter prendere quel treno e andare via per paura di essere contagiati, senza pensare che forse sarebbe stato proprio in quel momento che il virus li avrebbe colpiti, e così facendo l'Italia è totalmente diventata una zona rossa, ovvero un luogo ad alto rischio di contagio.
E' davvero frustante sentire delle centinaia di persone che muoiono tutti i giorni, ma lo è ancora di più pensare che se tutti avessero seguito le giuste indicazioni, se si fossero presi prima certi provvedimenti, tutto ciò non accadrebbe, o almeno, non in questo modo. Ritengo che oltre al virus stesso, i principali responsabili siamo noi cittadini, noi che spesso non pensiamo alle conseguenze che una semplice passeggiata al parco in questo momento potrebbe portare con sè. Dobbiamo imparare a capire che si tratta di una sfida contro le nostre abitudini e contro un virus che non può essere comandato, perchè non decide lui chi sarà la vittima oggi, ma siamo noi che decidiamo che la vittima non ci sarà. Dobbiamo cambiare il nostro modo di vedere e di pensare , prendiamola come una gara a chi è più solidale con l'altro perchè solo così l'Italia potrà riprendere a vivere.

IL BESTA NON SI FERMA - 2H LES - Puntata n. 1

Ecco il primo risultato, che emozione! La prof.ssa Lucia Simone ha proposto agli Studenti della 2H di cimentarsi a scrivere alcuni versi. Quali sono i tuoi preferiti? Sì, sono davvero delle riflessioni intime e molto, molto profonde.            Buona lettura nel tempo sospeso! 

















IL BESTA NON SI FERMA - PROLOGO


Ciao!
Come avevamo detto, e ricordato nelle nostre classi virtuali, iniziamo oggi -  un po' provati ma fiduciosi - a raccogliere le attività, le riflessioni, gli spunti e le indicazioni  realizzati da te, la tua classe e le classi dei tuoi compagni.

Segui qui le puntate che si succederanno! Hai voglia di raccontarci anche Tu la tua esperienza?  Dai!! Non dubitare mai sul fatto che il tuo contributo, anche quello che ti appare piccolo e senza senso, ne avrà moltissimo condividendolo con chi ti leggerà.

Niente di più facile! Manda una mail all'indirizzo:  ilbestanonsiferma@gmail.com

Rimani sintonizzato!!! Ti aspettiamo! Vi aspettiamo! E ricorda ricordate:

IL BESTA NON SI FERMA!

giovedì 5 marzo 2020

IL BESTA... " in un tempo che sembra sospeso"

5 marzo 2020

Quella del cancello chiuso sulla nostra scuola non è una immagine  che ci piace pubblicare, ma che rappresenta perfettamente lo stato d'animo di tutti noi in questi giorni.

Sui giornali, in televisione ed in rete, sono stati spesi fiumi di parole per cercare di descrivere e raccontare le sensazioni che tutti noi stiamo provando: ansia, preoccupazione, timore ed incredulità, ma anche speranza.  Sono stati invitati a parlare nei vari dibattiti umanisti, intellettuali, uomini di cultura e letterati, sì, letterati, e non solo scienziati, perché di fronte ad una parola scientifica come "epidemia", l'uomo ha bisogno di risposte anche per la propria anima.

In una di quelle circolari della scuola che in questi giorni  leggiamo con ansia come se fossero un bollettino medico, e che rappresentano il modo più efficace per sentirci sempre parte della nostra comunità, la Signora Preside ha scelto una espressione molto profonda, "in un tempo che sembra sospeso". Ecco, questa, fidati, è una delle prime volte, forse la primissima, in cui a scandire il tuo tempo sarai proprio tu, tu ed i tuoi compagni, che per la prima volta avete veramente modo di organizzare, interagire e "combattere" questo nemico che ha guastato molte cose e che davvero non ci voleva.

Non ci voleva, ma tu puoi davvero combatterlo e fare - anche questa volta - la differenza. Già, tu sei molto giovane per immaginarlo, ma se tu fossi stato uno studente del Besta degli Anni '80 o '90 del secolo scorso (la generazione dei tuoi Genitori, per intenderci) alle prese allora con un virus nemico, non avresti avuto nessuno degli stumenti e delle tecnologie che oggi ti possono permettere - se lo desideri e lo vorrai - di rimanere in contatto con i compagni e i docenti, trasformando una pausa forzata come questa, in una importante occasione di recupero e di crescita. Già, trent'anni fa, con poche fotocopie, un telefono fisso attaccato alla parete e qualche incontro in metropolitana o  "davanti a scuola" con i compagni, i tuoi predecessori avrebbero dovuto ingegnarsi per escogitare qualche forma di comunicazione e condivisione, di idee e del materiale didattico. 

Tu oggi hai davvero la possibilità di fare la differenza, e raccontare a tutti, Studenti di oggi e di ieri, Familiari, Amici e docenti, che quel cancello chiuso, TU hai voglia di riaprirlo. Fisicamente forse non ci riuscirai - e non ci riusciremo - subito, ma quando ce la farai, oltre al piacere di ritrovarsi tutti insieme, ognuno al proprio posto, avrai acquisito una consapevolezza: quella di sapercela fare, in un momento difficile, a dimostrare, in prima persona a te stesso, che hai tutte le potenzialità per riuscire,   in quelle sfide grandi e piccole, che prima erano troppo lontane da te. E questo, in parte, anche grazie al tempo sospeso.