sabato 11 luglio 2020

IL BESTA NON SI FERMA - STEFANO DEMASI, DOCENTE - Puntata n. 29


Le parole che il professor Stefano Demasi ha scelto per salutare i Ragazzi della 5F LES, dopo gli esami insieme, un esame di stato tanto diverso, sono destinate a loro, ma ipoteticamente anche a tutti i Ragazzi e le Ragazze che si sono diplomati quest'anno. 

Sono parole commoventi, che non hanno bisogno di altri commenti e che descrivono perfettamente quel gusto dolcissimo, ma già con un retrogusto nostalgico, quella nostalgia che prende tutti alla fine di un periodo tanto importante. 



Care ragazze e ragazzi di quinta effe,
il vento soffia dentro l’aula dei colloqui d’esame facendo svolazzare le tende rosso scarlatto, qualche documento di brutta cade a terra e l’odore della cera bruciata, che ha sigillato tutti i documenti, infonde per tutta l’aula. Ora il silenzio e poi la festa.
Ho avuto l’onore e il piacere di essere il Vostro professore per solo un anno purtroppo. Tuttavia è stato un anno molto intenso e ricco di emozioni anche per me, perché Voi siete emozione. 
È stato tanto bello ascoltarVi durante i colloqui d’esame in cui avete palesemente dato il meglio di Voi. 
Mi sono molto emozionato ad ascoltare le Vostre tesi e collegamenti basati per la maggior parte sul senso di uguaglianza, sull’aiuto all’emarginato, su idee e progetti per un futuro migliore... Meraviglioso! Progettate e sognate. Sempre. Anche quando le situazioni sembreranno metterVi in difficoltà. 
Gli esami di maturità sono solo il punto di partenza per nuovi obiettivi e mete, mai un punto di arrivo, anche per coloro che non andranno avanti con gli studi.
Non perdete mai questa sensibilità per il prossimo, il dono dell’empatia è un dono di pochi, purtroppo, e in questo mondo ce n’é sempre bisogno.
Vi auguro ogni bene e tutto ciò che il Vostro cuore desidera per la Vostra vita.
Cercate la Vostra felicità. Sempre.
Vi voglio molto bene

giovedì 25 giugno 2020

IL BESTA NON SI FERMA - CORA RADAELLI 2 G LES - Puntata n. 28

courtesy of arcipelagomilano.org
La scuola è finita da qualche giorno, a parte per i tuoi compagni della quinta (in bocca al lupo!) e la redazione web ha dimenticato - pardon! - di pubblicare un bellissimo tema, ricevuto negli ultimi giorni di scuola. Sono parole molte profonde, nelle quali riconoscersi, della tua comagna Cora Radaelli di 2GLES. La ringraziamo ancora per la pazienza e a tutte e tutti Voi, Buona Lettura e Buone vacanze!!!




Traccia 
“Il covid ha fatto oltre 277 mila  vittime nel mondo. La ferita più grande . Poi ha colpito anche la nostra felicità spingendo centinaia di milioni di persone in uno stato di preoccupazione, addirittura di depressione” .  Come hai vissuto questo periodo? Quali i tuoi pensieri , le tue paure , quali i tuoi tentativi di resistenza a questo  nuovo e inaspettato momento di sofferenza?

Improvvisamente mi sono sentita come legata, imprigionata da una forza tale da impedirmi di muovermi. Messa con le spalle contro al muro, passando dalla libertà ad uno stato di severa oppressione, capace di togliere il respiro. Penso che forse questo era l’unico modo in grado di riuscire a fermarci. Non è mia abitudine parlare al plurale; ho sempre denigrato le generalizzazioni, eppure in questo caso mi sembra indispensabile parlare,dedicare e coinvolgere, con queste parole, un’intera popolazione formata da individui incapaci di fermarsi,di compiere un respiro di sollievo. Una società in perenne “apnea”, nella quale respirare ci sembra quasi scomodo; sostengo che si possa attribuire il motivo di questa incapacità ai mille impegni, distrazioni, emozioni, con cui, nel corso delle nostre giornate ci troviamo costretti a confrontarci. Proprio per questo motivo la mia percezione del tempo è radicalmente cambiata, rispetto a due settimane fa. Correre, fare, incontrare, parlare, agire… Queste erano le cose che occupavano la nostra vita, a discapito di tutto il resto. Ed ecco che, ad un certo punto, nel modo più spietato, ci troviamo obbligati a modificare radicalmente ogni nostra abitudine, ogni libertà che prima ci poteva apparire insignificante, scontata, e che probabilmente, nel momento in cui ci viene tolta, assume un’importanza diversa. Un pomeriggio di shopping, un aperitivo, un sabato sera passato con amici… Non avrei mai pensato di dirlo ma persino l’andare a scuola, dalla maggioranza percepito come un dovere faticoso e pesante, nel momento in cui ci viene tolto, inizia a mancarci. La metro delle 7:30, sempre affollata e mai abbastanza silenziosa, fastidio che cercavo in tutti i modi di coprire con il suono della musica a massimo volume. L’aria fresca delle mattine d’inverno che annientava sempre di più la mia voglia di entrare a scuola e affrontare un’altra giornata di lezioni, interrogazioni, verifiche e tutte le ansie che ne derivavano. Più semplicemente il contatto con centinaia di persone che, involontariamente, incontravo ogni giorno. Gli allenamenti a fine giornata, grazie ai quali scaricavo tutte le tensioni accumulate. La perenne mancanza di noia, che veniva colmata da quel senso di affanno tra una corsa contro il tempo e un’altra. Ora che non devo più giocarci contro, il tempo cambia totalmente forma, aspetto. Ed è proprio in questo periodo in casa che ho scoperto la noia e tutto ciò che ne deriva. 
Mi sono sentita disorientata. Come rapita e portata a conoscere un mondo diverso da quello in cui ho sempre vissuto. Avere talmente tanto tempo a disposizione senza sapere come impiegarlo e perdersi nei mille pensieri. Penso che molto spesso facciamo di tutto per distrare la nostra mente tenendola impegnata, in modo da evitare uno scontro o un confronto con noi stessi. Siamo talmente abituati a spendere i nostri momenti con gli altri da scordarci di quanto sia difficile e nello stesso tempo importante essere in grado di stare bene anche soli, con noi stessi e con le piccole cose. 
Inizialmente ho affrontato questa reclusione forzata in maniera del tutto miope, passando le mie giornate senza parlare con nessun membro della mia famiglia, arrabbiata con i miei genitori e con il mondo intero, insofferente a causa della condizione in cui mi sarei trovata a trascorrere questo periodo. Fino a che non mi sono fermata a ragionare sul fatto che, assumendo questo tipo di comportamento, non avrei beneficiato di alcun vantaggio, anzi. Così ho provato a cambiare prospettiva, accorgendomi che non tutto ciò che sembrava indispensabile alla mia ipotetica idea di felicità e benessere si trovava al di fuori delle mura di casa mia. Ho passato del tempo con la mia famiglia, guardando film,chiacchierando e affrontando diverse tematiche delle quali nessuno aveva mai voglia di parlare alle sette di mattina o a cena, dopo una giornata stressante. Ho riscoperto la noia, mi sono dedicata alle mie passioni, ho scritto tutti i miei pensieri, ho riascoltato vecchie canzoni e letto nuovi libri. Ho chiamato persone che non sentivo da tempo, ho recuperato un bel po’ di sonno arretrato. Mi sono anche dovuta confrontare con la così temuta pazienza, lasciando che i minuti scorressero senza ostinarmi a riempirli facendo chissà quali grandi cose. Ho sempre sostenuto che di tempo più se ne ha e più se ne perde, eppure questi giorni hanno smentito questa mia convinzione. Probabilmente non avrò fatto tutto ciò che avrei compiuto in una situazione di “normalità”, ma ho capito quanto sia importante ogni nostra piccola libertà.
Ho avuto paura, mi sono resa conto che nessuna delle persone che ora ho qui con me potrò averle per sempre. Ho capito alla fine che non abbiamo il controllo su nulla quando si parla di morte. Ho imparato ad apprezzare ogni piccolo momento, nella consapevolezza che non c’è certezza di poter rivivere nulla.

giovedì 11 giugno 2020

NON SI ARRESTA IL BESTA AI GIOCHI MATEMATICI DEL(la) MEDITERRANEO(distanza)!!!

Nessuno meglio di Te sa quanto questa pandemia abbia fermato mille e mille attività: pare però che non sia riuscita ad intaccare minimamente la voglia di partecipare - e di ottenere dei risultati sorprendenti, la nostra delagazione ai Giochi Matematici del Mediterraneo. Certo, la prestigiosa sede palermitana - dove peraltro il Besta aveva già trionfato lo scorso anno, sarebbe stata indubbiamente più esclusiva, ma i tuoi compagni non si sono persi d'animo e i loro risultati li puoi leggere nel messaggio che stasera la redazione web del tuo blog ha ricevuto dalla professoressa Barbara Pozzi.  
COMPLIMENTI RAGAZZE! COMPLIMENTI RAGAZZI! 

 BRAVISSIMA GIADA CORTI DELLA 2 A ITE 
PER LA DOPPIETTA DOPO IL TRIONFO DELLO SCORSO ANNO!



mercoledì 10 giugno 2020

IL BESTA NON SI FERMA - GERMANA GIANNOTTA, DOCENTE - Puntata n. 27

Bene, è arrivato anche il momento dei saluti, in questo anno scolastico del tempo sospeso, e per i tuoi compagni delle classi quinte è un saluto senza la fisicità del commiato ai compagni, magari di cinque anni,  ai docenti. Certo, alla luce delle disposizioni sanitarie in vigore oggi, sarà comunque possibile per loro varcare la soglia della scuola, al termine dell'esame, girarsi e con lo sguardo contemplare tutto il Besta, con quell'onda di ricordi che   travolge e per qualche secondo   toglie il respiro, in attesa di iniziare a respirare a pieni polmoni la nuova vita che aspetta solo di iniziare e di essere vissuta...

Rimane il fatto che un esame di stato così  non si era mai visto, e la professoressa Germana Giannotta vuole mandare un saluto vero ed accorato alle studentesse ed agli studenti delle classi quinte dove ha insegnato, e lo fa con queste parole. Leggiamole insieme...


Alle classi 5H e 5F LES

Ragazzi carissimi,
per chi come me ha sempre creduto molto nella parola, nella sua profondità, nella sua forza emotiva e comunicativa … restare senza è il segnale più concreto e manifesto della eccezionalità del momento che viviamo. Nel caos della mia quotidianità, negli scaffali dove solo da pochi giorni sono riuscita (finalmente!) a collocare qualche libro impolverato ho ritrovato un testo di Italo Calvino, Lezioni americane - Sei proposte per il prossimo millennio.
Ho deciso così di affidare a questo scrittore di straordinaria ricchezza concettuale ed eleganza raffinata quelle parole che mi mancano e che però non posso e non voglio rinunciare a dedicarvi. L’appendice di questo libro ha un titolo bellissimo, Cominciare e finire. Proprio nelle pagine conclusive Calvino scrive: 
“Ho preferito parlare di particolare e di molteplice, anziché di «parte» e di «tutto», perché «tutto», «totalità» sono parole di cui diffido sempre un poco. Non ci può essere un tutto dato, attuale, presente, ma solo un pulviscolo di possibilità che si aggregano e si disgregano. L’universo si disfa in una nube di calore, precipita senza scampo in un vortice d’entropia, ma all’interno di questo processo irreversibile possono darsi zone d’ordine, porzioni d’esistente che tendono verso una forma, punti privilegiati da cui sembra di scorgere un disegno, una prospettiva. L’opera letteraria è una di queste minime porzioni in cui l’universo si cristallizza in una forma, in cui acquista un senso, non fisso, non definitivo, non irrigidito in un’immobilità mortale, ma vivente come un organismo”.
Ecco …io spero che il tempo che abbiamo trascorso insieme, le lezioni di letteratura che erano lettura e parafrasi ma anche dialogo e confronto, esplorazione e conoscenza di sé, ricerca di senso e ‘leggerezza’, siano state in qualche modo il nostro ‘punto privilegiato’, la nostra ‘porzione d’esistente’… non solo quando eravamo in classe, quando tutto era ‘facile’, alzarsi, vestirsi, prendere la metro, andare a scuola, entrare in classe …gesti e movimenti scontati, ma soprattutto in questi ultimi tre mesi …quando tutto improvvisamente si è fatto difficile. Ed ecco allora che Calvino sembra parlare di questi mesi, di questi tempi, di noi … Le ore di letteratura, a dispetto di tutto, dietro quell’odioso schermo impersonale ma così necessario, ci hanno aiutato a ricostruire un senso, a tenere vivo un legame, a parlare di sentimenti e di immaginazione, a ragionare insieme su quanto sia fragile questo nostro mondo (Leopardi l’aveva capito benissimo) e ancor più fragili noi che lo popoliamo ma non (sempre) riusciamo ad amarlo.
All’esame andrà tutto bene.
Con affetto 
Prof. Giannotta 

sabato 30 maggio 2020

IL BESTA NON SI FERMA - MAIA PISANI, 1 G LES - Puntata n. 26

 Da un dialogo con una docente, è nato un percorso. Ancora più avvincente se la materia è la psicologia, che in fondo, ci riguarta tutti.  La tua compagna Maia Pisani della classe 1G Les ce ne parla qui. Le sue parole sono davvero avvincenti. Le trovi qui di seguito!


  Questo viaggio nella psicologia è iniziato parlando dei diversi tipi di leader e ho   riconosciuto nella mia   prof una leader democratica ma anche autoritaria quando serve. Dopodiché ci siamo fatti diverse domande personali per capirci meglio conoscerci e per dare alla prof un quadro generale di chi siamo. Abbiamo  trattato argomenti come la vergogna e l’insicurezza fino ad  arrivare a cosa sono veramente le scienze umane. Abbiamo parlato della  loro nascita ,  del metodo scientifico fino ad arrivare a un primo argomento di questa materia nuova che è la motivazione. Questo argomento è stato molto interessante perché lo  viviamo  tutti i giorni e che possiamo capire facilmente perché capita ad ognuno di noi. Insieme alla motivazione abbiamo conosciuto un primo studioso  che ha fondato la scuola umanistica   chiamato maslow. La sua piramide dei bisogni mi ha molto affascinato perché riportandola nella mia vita di è in effetti proprio ciò di cui ho bisogno. Poi abbiamo continuato a parlare della motivazione in generale fino ad arrivare allo  strutturalismo e al funzionalismo due scuole di pensiero molto diverse che però non hanno catturato un mio grande interesse. Poi siamo passati all apprendimento alla spiegazione di cos'è l'ambiente e a un altro studioso importante chiamato pavlov (più precisamente un etologo). Il suo esperimento (esperimento del cane di Pavlov) mi è molto piaciuto ha catturato la mia attenzione e proprio su questo argomento fu la mia prima interrogazione di Scienze umane. Mi è piaciuto molto studiare questa nuova materia soprattutto con questi argomenti riguardanti l'apprendimento per condizionamento classico. Dopodiché abbiamo parlato di un condizionamento più complesso chiamato operante e in fine siamo arrivati a il comportamentismo una scuola di pensiero di cui fanno parte   studiosi come appunto pavlov. Verso la fine del primo quadrimestre abbiamo introdotto l'apprendimento cognitivo con un nuovo  psicologo chiamato bandura. Dopo bandura abbiamo anche introdotto la psicologia sociale che studia i comportamenti delle persone quando interagiscono tra loro. Questo approfondimento è stato molto interessante perché è una tematica attuale cioè la società che condiziona il singolo soggetto e poi ci troviamo tutti con il solito pensiero, tutti seguono  uno stesso modello e si rischia di non avere  più pensiero proprio. Finito il primo quadrimestre , con il secondo ,  abbiamo introdotto il  cognitivismo questa nuova scuola di pensiero che studia l'apprendimento cognitivo. Tra tutte le scuole di pensiero che abbiamo studiato questa è quella che mi è piaciuta di più perché sono riuscita ad apprenderla  al meglio ed è stata molto interessante. Successivamente abbiamo parlato di due studiosi Gardner e goleman. Con Gardner abbiamo parlato di intelligenze multiple teoria per la quale si afferma che non esiste solo un tipo di intelligenza e anch'io la penso così, ognuno di noi è intelligente;  alcuni magari hanno più intelligenza linguistica rispetto ad altri che magiari hanno più li l'intelligenza logica matematica ma non esiste nessuno stupido o privo di intelligenza.  Goleman invece ha parlato di intelligenza emotiva un'altro argomento che mi ha molto interessato. Questo perché l’intelligenza emotiva per me è una delle intelligenze più importanti che una persona possa avere perché permette di aiutare persone in difficoltà , di capirle al meglio così da sostenerle. Inoltre parlando sempre di intelligenza emotiva abbiamo anche “toccato” qualche filosofo come Platone ed è stato molto interessante scoprire cose ne pensavo i più antichi studiosi su questa tematica.  Dopo aver parlato dell'intelligenza emotiva non potevamo fare a meno di parlare di emozioni. Anche  questo è  stato un argomento molto interessante e stimolante perché le emozioni le  viviamo tutti i giorni e  tutti le vivono  quindi studiarle e conoscerle più a fondo secondo me è stato molto bello. Ho scoperto anche la differenza tra  emozione e sentimento che prima di studiare  questa materia mi era sconosciuta , ritenevo queste due emozioni praticamente uguali. Ad  un certo punto di questo percorso è capitato un imprevisto un grande imprevisto la scuola si è fermata, si è fermata per un'epidemia e siamo stati costretti a smettere di andare a scuola e svolgere delle videolezioni. Per tutti noi e stato un grande cambiamento a tratti sconvolgente perché non eravamo pronti per una cosa del genere. Personalmente ritengo questa forma di lezioni alternativa abbastanza efficace anche se più difficoltosa soprattutto per lo studio, questo perché a casa si  hanno molte più distrazioni e lo studio di conseguenza può essere più  Tralasciato. Personalmente io ho continuato a studiare in maniera normale se pur con meno motivazione perché stando in casa e non potendo uscire la motivazione è molto minore. Inoltre mi manca la vita quotidiana, prendere la metro , vedere i miei amici a scuola , salutare i professori e anche azioni semplici come le risate , le chiacchiere mentre magari la prof spiega sono  tutti pezzi del puzzle mancanti. In ogni caso le lezioni sono comunque efficaci se pure non tutti le  seguano. Tornando al nostro viaggio dopo le emozioni abbiamo affrontato un  nuovo grande argomento che è la memoria. Questo argomento è  stato interessante ma non il mio preferito.  Dopodiché abbiamo parlato di Freud e dell’inconscio. L'inconscio mi è molto piaciuto perché non avrei mai immaginato esistesse una parte , tra virgolette ,  oscura e nascosta di noi stessi dove  troviamo quelle emozioni che molto spesso cerchiamo di reprimere perché dolorose.   Successivamente abbiamo parlato della psicologia dello sviluppo e dell'esperienza dell'attaccamento e abbiamo approfondito questo argomento parlando di diversi tipi di attaccamento, anche questo argomento è stato molto interessante e mi ha fatto pensare al mio piccolo cugino e a  come stia vivendo questa esperienza. Poi siamo passati a un altro tipo di sviluppo quello affettivo emotivo sempre con Freud in questo argomento credo tutti noi ci siamo riconosciuti perché siamo ancora in una fase di sviluppo , l’adolescenza ,  e possiamo comprendere tutto cio di cui parla Freud. Nelle ultime lezioni infine abbiamo parlato di un  altro sviluppo ancora chiamato sviluppo cognitivo con  piaget. Questo argomento è stato molto interessante sempre per il fatto del pensare  a se e come stia vivendo questo momento  mio cugino che tra poco compirà un anno. Alla fine di questo viaggio ho scoperto e appreso  diverse cose che prima non sapevo e ignoravo. Mi ha fatto capire meglio come funziona la nostra mente, cosa si intende quando parliamo di psicologia, come siamo fatti come ragioniamo ,  capire il perché di diversi comportamenti che abbiamo ma anche capire le altre persone. Per  concludere dico che questa materia è in assoluto la mia preferita mi ha trasmesso tanto e quando la studio non sento mai  un peso ma mi interessa e non mi  annoia. Da ciò che ho scritto sembra che voglia fare bella figura scrivendo che praticamente tutti gli argomenti svolti mi sono  piaciuti ma non è così li ho trovati veramente interessanti  perché sono quelli che viviamo più in prima persona e sono più facili e interessanti da apprendere, ci da anche più consapevolezza di noi stessi perché studiare  psicologia secondo me non è solo studiare ma anche fare un viaggio dentro noi stessi , molte volte ciò che studiamo lo viviamo e lo comprendiamo in prima persona. Quindi questa materia per me non è solo studio ma esplorazione , conoscenza e scoperta di nuove esperienze e di me stessa. 



MAIA PISANI 1G






giovedì 28 maggio 2020

IL BESTA NON SI FERMA - 1A, 1B, 2B ITE featuring AGOSTINA DI GIORGIO, DOCENTE - puntata n. 25

un pamphlet? un saggio? una raccolta di temi o di pensieri in libertà? Presuntuosamente forse molto di più... Ecco la sfida che la professoressa Agostina Di Giorgio ha lanciato alle sue Studentesse ed ai suoi studenti, raccolta in un documento finale che è davvero un po' il ritratto forte e spontaneo di questi mesi, così imprevedibili, solo quattro mesi fa. Buona Lettura!